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Indonesia: Nuova frontiera del business ancora inesplorato

28 Giugno 2013
Un Paese giovane e in crescita, dal potenziale ancora in parte inesplorato e con la ferma volontà di puntare sugli investitori stranieri per sviluppare tutti i settori della sua economia.

Incastonato strategicamente tra Sud-Est Asiatico e Australia, l’arcipelago d’Indonesia ha ormai da diversi anni abbracciato quella crescita economica che qualche anno fa segnò le cosiddette ‘Tigri asiatiche’.

Il percorso è ancora lungo ma il Paese, anche negli anni della crisi economica, ha mantenuto un forte dinamismo imponendosi come nuova frontiera del business europeo e italiano. Proprio per questo, si è rivelata di particolare importanza una missione di sistema organizzata nel maggio scorso nella capitale Jakarta dalla Cabina di Regia dell’internazionalizzazione e che ha visto una nutrita partecipazione di imprese, banche e associazioni di categoria italiane.

Il primo trimestre 2013, +27% gli investimenti nell’arcipelago
Con un incremento – rispetto al periodo corrispondente del 2012 - di investimenti che nel solo trimestre del 2013 ha superato il 27% l’Indonesia è più che mai in prima linea tra le ‘nuove mete’ dell’internazionalizzazione delle imprese. A ciò va aggiunto un tasso di crescita che si mantiene elevato, un vasto mercato interno (la popolazione supera i 240 milioni) e il progressivo consolidamento di una classe media in rapida crescita (la metà della popolazione ha meno di 29 anni). In questo conteso, fra le opportunità nel settore dell’energia e in quello delle infrastrutture spiccano i segmenti legati alla filiera del carbone, dell’agroindustria (olio di palma, gomma), della filiera forestale e del food processing (su tutti alghe e cacao).

Da Italia missione di sistema guidata da MAE e Ministero Sviluppo Economico
Ed è proprio su questi temi che si è concentrata la missione italiana, composta da circa 60 aziende, 11 banche e 9 associazioni di categoria. A guidare la delegazione il Il Ministero degli Affari Esteri e quello dello Sviluppo Economico, rappresentati rispettivamente dal Direttore Generale della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese della Farnesina Andrea Meloni e dal Vice Direttore Generale della Direzione Generale per le Politiche di Internazionalizzazione e la Promozione degli Scambi Patrizia Giarratana. Presenti anche il presidente dell’Agenzia Ice Riccardo Monti e rappresentanti di Confindustria, ABI, Unioncamere e Rete Imprese Italia. Ricchissimo il programma degli incontri. Al Forum inaugurale, aperto dal chairman della Agenzia per gli Investimenti in Indonesia (Bkpm) Chatib Basri, è seguita una sessione di incontri organizzati dall’Agenzia Ice e che ha visto il coinvolgimento di 230 operatori indonesiani e 57 imprese e associazioni italiane. Più in generale la missione è stata anche l’occasione per diversi incontri B2b focalizzati nel settore costruzioni e che hanno visto anche la partecipazione di rappresentanti del Governo centrale e delle amministrazioni locali, fortemente impegnati in massicci programmi avviati per modernizzare l’intera gamma dei trasporti.

Nel 2012 tra Italia e Indonesia interscambio di quasi 4 miliardi dollari
Al centro di un incontro tra il Dg Meloni e il Direttore Generale del Ministero dell’Industria indonesiano, Panggah Susanto, c’e’ stato invece lo stato della collaborazione tra Roma e Jakarta. L’interscambio tra i due Paesi, nel 2012, ha sfiorato i 4 miliardi di dollari e l’Italia è il terzo partner europeo dell’Indonesia, dopo Germania e Olanda. Carenti, invece, gli investimenti italiani nell’arcipelago asiatico: su 34,8 miliardi di dollari investiti in Indonesia lo scorso anno, 23 miliardi hanno avuto origine da operatori stranieri ma, tra questi, l’Italia ha una posizione dle tutto marginale (da segnalare solo le operazioni riguardanti Pirelli Pneumatici, Saipem, Tenaris). Da parte sua, Jakarta ha esplorato le opportunità di collaborazione nell’ambito della formazione tecnica nei settori tessile e calzaturiero ed è emerso il forte interesse indonesiano a contrastare la concorrenza cinese attraverso la dotazione di macchinari e competenze tecniche adeguate, fornite dall’Italia.

Allo studio Fondo private-equity per agevolare ingresso imprese in Indonesia
Tra i passi avanti emersi dalla missione, spicca infine la possibilità di creare un Fondo italo-indonesiano di investimento per finanziarie le aziende nostrane che vogliono entrare nel mercato asiatico, sul modello del Fondo Mandarin operante tra Italia e Cina. Un interessante orizzonte riguarda poi il settore automobilistico dove Gaikindo, associazione di categoria che raccoglie le imprese indonesiane del settore auto e moto, ha mostrato la volontà di cerare un importante hub della componentistica a livello regionale contando anche sulla collaborazione con aziende italiane leader nel settore della componentistica, anche attraverso una prossima visita di una delegazione di Jakarta presso le imprese della Penisola.

Fonte: Ministero degli Affari Esteri

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