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Paraguay : Previsioni di crescita del Pil a +11%, affluiscono gli investimenti esteri

Punto di forza del Paese resta la produzione agricola ma il basso costo dell’energia e della manodopera, oltre alla vicinanza al Brasile, attirano investimenti esteri in diversi settori inclusa la componentistica auto.
I dati macroeconomici relativi ai primi tre mesi del 2013 confermano le eccellenti prospettive dell’economia paraguayana. 

Il tasso di crescita a fine anno potrebbe superare anche l’aumento boom del 13,2% registrato nel 2010. I dati salienti sono in sintesi: inflazione controllata, valuta locale stabile, raccolto record di soia con conseguente aumento delle esportazioni, record nella generazione di energie rinnovabili, crescente afflusso di investimenti dall’estero, aumento degli investimenti pubblici.

Le previsioni per il raccolto di soia della stagione 2012/2013 ammontano a 8,5 milioni di tonnellate. Il dato è imputabile ad un andamento climatico favorevole, ma anche al crescente utilizzo di sementi transgeniche e sistemi computerizzati che consentono ampi risparmi nell’utilizzo di prodotti chimici e fertilizzanti e all’aumento della meccanizzazione. I Paesi dell’Unione Europea rimangono i principali compratori del prodotto (47% del totale esportato nel 2012), seguiti da Russia e Turchia.

Il boom nella produzione di soia (il Paraguay è il quarto esportatore mondiale) e di piante oleaginose in genere ha trascinato inoltre i settori produttivi collegati (produzione di farine e oli vegetali). Anche il settore della carne sta rapidamente recuperando le posizioni perse a seguito dell’epidemia di afta epizootica con il recupero di importanti mercati come quelli russo, che assorbe il 70% delle esportazioni, e cileno con un incremento del 40% delle esportazioni nei primi mesi del 2013.

Il buon andamento dell’economia si è tradotto in un corrispondente aumento delle importazioni che sono cresciute,nei primi tre mesi dell’anno, di poco meno del 13%, per un totale di quasi 2,8 miliardi di dollari, dei quali oltre 835 milioni dalla Cina. I Paesi del Mercosur rimangono, in ogni caso, i principali fornitori del Paraguay.

In prima posizione si colloca il Brasile con il 65% del totale (779 milioni di dollari). In questo contesto è cresciuta anche la consapevolezza della classe politica paraguayana relativamente alla necessità di investire in grandi infrastrutture che dovrebbero consentire anche una maggiore industrializzazione del paese che dispone, tra l’altro, di un grande potenziale idroelettrico inutilizzato.

Secondo le previsioni 2013 l’attività del settore costruzioni dovrebbe registrare un aumento dell’8% grazie soprattutto ai nuovi investimenti avviati in opere pubbliche nell’ultimo semestre dello scorso anno e nei primi mesi del 2013. Il settore delle infrastrutture è indubbiamente uno dei più interessanti anche per le nostre imprese.

Si aggiunge l’ambizione del Paraguay di affermarsi come una piattaforma produttiva particolarmente competitiva orientata al mercato latinoamericano e brasiliano in particolare.

Vocazione che trova riscontro nelle iniziative di un numero crescente di imprese straniere. Sono infatti una settantina quelle che nel 2012 hanno deciso di investire in Paraguay.

In prima posizione si collocano le imprese brasiliane e il fenomeno appare destinato a ulteriori sviluppi. Il costante aumento dei costi di produzione in Brasile infatti, spinge molti operatori a guardare al vicino Paese che offre, in particolare, manodopera a basso costo, un sistema fiscale molto favorevole ed energia a prezzi competitivi. 

È stato calcolato, prendendo ad esempio il settore tessile, che il vantaggio comparato in caso di produzione in Paraguay, supera il 35%. Di qui il successo di un recente seminario organizzato dalla Federazione degli Industriali dello Stato di San Paolo (FIESP) sulle opportunità offerte dal Paraguay.

Il prossimo passo sarà l’organizzazione di una missione in Paraguay della stessa FIESP che sarà guidata dal Presidente, Paulo Skaf, accompagnato da circa 200 imprese.

Nella classifica degli investitori esteri, al secondo posto si collocano le imprese argentine e al terzo quelle spagnole. Significative anche le iniziative delle imprese di Uruguay, Cina, Colombia, Libano, Inghilterra e Austria. Gli italiani sono invece quasi assenti.

Tra i settori che offrono maggiori opportunità di sviluppo figurano la filiera tessile (con particolare riguardo a quella cotoniera grazie alla disponibilità di materia prima di eccellente qualità) e dell’abbigliamento, l’industria calzaturiera (il Paraguay è un importante produttore di cuoio) e soprattutto quella della componentistica e ricambistica auto mirate anche al mercato brasiliano e ai produttori automobilistici presenti in quel Paese.

Nel settore dei cavi per auto, ad esempio, è già presente la giapponese Fujikura, con uno stabilimento localizzato nella zona franca di Ciudad del Este ed è annunciata la futura presenza, con una nuova fabbrica, della tedesca Leoni, che oltre ai cavi produce anche componenti elettriche per autoveicoli.

THN Paraguay, una società a capitale coreano sta aprendo uno stabilimento per la produzione di componenti per Kia-Hyundai, mentre la giapponese Toyota Boshoku Corporation dovrebbe avviare una fabbrica di componenti per Toyota in Brasile.

Nel settore minerario, il progetto più rilevante è quella di Rio Tinto Alcan per la produzione di alluminio. Anche Sinosteel Metallurgical Equipment sta valutando la possibilità di investire nel Paese. In Paraguay, inoltre è stato recentemente individuato un importante giacimento di titanio che sta attirando l’attenzione di diversi gruppi minerari internazionali.

Maggiori informazioni : www.infomercatiesteri.it 

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