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Spagna : le opportunità per le imprese italiane nel mercato spagnolo

I settori che offrono delle opportunità alle imprese italiane sono i seguenti:
- Tessile ed Abbigliamento
- Industria edile
- Industria del mobile
- Macchine utensili
- Alimentare
- Alberghiero
- Ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica

Maggiori informazioni sui singoli settori:

Settore tessile e dell’abbigliamento 
Il settore tessile abbigliamento occupa ancora una posizione significativa nella struttura industriale del paese, con una produzione che nel 2005 ha raggiunto 11.575 milioni di euro. Il settore, nonostante la crisi che attraversa per la forte concorrenza soprattutto asiatica, è dotato di una certa flessibilità, che gli permette di adeguarsi ai continui cambiamenti della moda ed alle nuove esigenze di specializzazione verso segmenti a più elevato valore aggiunto. Ultimamente l’industria tessile sta investestendo molto in R&S, cercando di competere su prodotti di alta qualità.
Il mercato spagnolo dell’abbigliamento è stato caratterizzato negli ultimi anni da fenomeni noti in tutto il mondo quali ZARA, Mango, Caramelo, ecc, ovvero da prodotti di fascia media, dal contenuto moda spiccato, e da prezzi assolutamente accessibili.
L’Italia si colloca quale secondo fornitore della Spagna, ma sempre più forte è la concorrenza della Cina, nella fascia media di prodotto, della stessa industria spagnola. Le nostre imprese devono pertanto puntare sul prodotto di alta-altissima qualità, con caratteristiche sartoriali uniche, e soprattutto in grado di anticipare le mode, e non seguirle. 

Settore industria edilizia
L’industria edilizia mantiene il trend positivo degli ultimi anni ed ha incrementato la congiuntura espansiva con favorevoli ripercussioni sull’insieme dell’economia spagnola, di cui rappresenta un settore chiave.
Il settore dell’edilizia è una branca di attività generativa di importanti livelli di impiego. Detto settore rappresenta circa il 60% del totale degli investimenti del paese e contribuisce per circa il 10% del prodotto interno lordo (PIL).
La domanda spagnola di prodotti italiani è varia e riguarda una gamma di articoli e manufatti molto ampia che include, tradizionalmente, materiali lapidei, prodotti ceramici, prefabbricati in cemento, infissi e serramenti, prodotti chimici e composti per coibentazione, rivestimento e impermeabilizzazione.
Di particolare interesse, pur rappresentando una nicchia del mercato, è la domanda di prodotti specialistici per lavori di consolidamento, recupero, risanamento e restauro edilizio, visto lo sviluppo nel paese di attività, sia in sede pubblica che privata, di recupero e valorizzazione di centri storici, edifici e strutture a carattere monumentale e/o di valore artistico.
È prevedibile, infatti che tale tipo di attività mantenga un ritmo sostenuto anche negli anni a venire grazie a diffusi programmi, da tempo in atto a vari livelli nelle amministrazioni locali, che prevedono sia interventi pubblici diretti, sia da parte di privati stimolati da vincoli urbanistici e incentivi fiscali.

Settore industria del mobile
L’Italia è tra i principali fornitori di mobili e complementi d’arredo del mercato spagnolo, insieme a Francia, Germania, Cina e Portogallo. Nel settore dei mobili per ufficio l’Italia mantiene, seppure con difficoltà, la sua posizione di primo fornitore. A differenza della Germania e della Francia, rispettivamente secondo e terzo fornitore, che nel 2005 hanno aumentato le loro esportazioni (+30% e + 13,8%), le esportazioni italiane sono diminuite del 3%.
L’Italia nel 2005 ha esportato complessivamente, in Spagna, per 120 milioni di euro ed importato per 113 milioni di euro.
La forte concorrenza in questo settore dovrebbe spingere le nostre aziende a mantenere ed accrescere la propria leadership adottando le opportune iniziative, fra cui potrebbe essere considerata una forte e visibile partecipazione anche istituzionale, alla Fiera Ofitec di Madrid (febbraio 2008; nell’edizione 2006 vi è stato un piccolo padiglione ICE) e alla Feria Internacional del Mueble (F.I.M.) di Valencia. Quest’ultima si è consolidata come iniziativa di notevole validitá commerciale a livello europeo e internazionale.
Il settore del mobile in Spagna ha mostrato un trend di medio periodo assolutamente positivo confermandosi come uno dei principali motori dell’economia del paese, composto da circa 13.000 imprese, in genere di piccole o medie dimensioni, che danno lavoro a circa 170.000 addetti. Nonostante la vendita sia positiva, negli ultimi anni il settore ha sofferto per la forte concorrenza dei paesi asiatici, in particolar modo della Cina. Nel 2005 la Spagna ha esportato mobili per 1.505 milioni de euro, (+2,7% rispetto al 2004), mentre le importazioni, hanno totalizzato 2.243 milioni di euro (21% in più rispetto al 2004). Le imprese spagnole del settore, negli ultimi anni, stanno investendo in tecnologia al fine di migliorare la qualità dei loro prodotti.

Settore macchine utensili
L’Italia gode sul mercato spagnolo di una posizione d’assoluta preminenza ed occupa una quota di mercato di oltre il 26,6%, leggermente superiore a quella della Germania, più diretta concorrente, e nettamente più alta di quelle del Giappone, della Svizzera e della Francia che seguono nell’ordine. Oltre il 45% del mercato è, però, coperto dalla produzione locale, incentrata particolarmente nelle zone dei Paesi Baschi e della Catalogna e con caratteristiche in lento, ma progressivo miglioramento.
Le macchine utensili italiane trovano qui utilizzo in tutti i tradizionali settori industriali con particolare accento per quello della fabbricazione di veicoli (la Spagna è il sesto produttore europeo di autoveicoli con stabilimenti di produzione di buona parte delle principali case mondiali ed esporta oltre il 70% della propria produzione) e, a breve distanza, quello della produzione di elettrodomestici di cui pure il paese è buon produttore ed esportatore.
Di rilievo, anche, il ricorso alla produzione italiana da parte di una ampia gamma di utilizzatori finali impegnati nella fabbricazione di macchinario industriale, comprese le macchine utensili stesse.
Nel 2005 la produzione spagnola di macchine utensili si è incrementataa dell’11,8% rispetto il 2004, con un fatturato di 918 milioni di euro. La Spagna è 3º produttore/esportatore europeo e 9 -10 a livello mondiale.
L’industria spagnola del settore offre più di 2.000 modelli. La percentuale rappresentata dalle macchine a controllo numerico raggiunge il 76% del valore totale della produzione.
Dopo uno sviluppo, negli ultimi anni, inferiore a quello dell’economia in generale, il consumo di macchine utensili ha fatto registrare, a partire dal 2004, una tendenza decisamente positiva, nell’ambito di un forte recupero degli investimenti in beni strumentali: +5,2% nel del 2005 rispetto al 2004, con 874 milioni di euro.
Tale trend positivo presenta grandi potenzialità per incrementare la presenza sul mercato spagnolo di imprese italiane del settore. A tal fine vanno segnalate le principali fiere settoriali previste nel periodo 2007-2008:
BIEMH – marzo 2008, la manifestazione biennale di Bilbao (Biemh), la cui validità promozionale è unanimemente riconosciuta dagli operatori dei settori delle macchine utensili per la lavorazione del metallo;
MAQUITEC-20-24 marzo 2007, rassegna pure biennale di Barcellona, particolarmente seguita dagli operatori spagnoli dell’asse industriale Barcellona-Valencia, nonché da quelli di numerosi paesi dell’area mediterranea, dedicata ad una più ampia gamma di macchinario;
EQUIPLAST-novembre 2008 ,a carattere triennale (la prossima edizione si terrà a Barcellona,), è una rassegna di importanza europea per le macchine per la lavorazione della plastica. Il settore in parola è di particolare importanza per il mercato spagnolo che mostra un potenziale di ricettività più che incoraggiante, visto che gli utilizzatori finali di questo tipo di macchinario servono settori industriali strategici per l’intera economia del paese (industria automobilistica, elettrodomestici, edilizia, industria alimentare, subfornitura).

Settore alimentare
Il settore agroalimentare è l’unico che mostra un saldo negativo della bilancia commerciale tra i due Paesi. Ciò non significa che, anche a breve termine, non possano individuarsi particolari nicchie del mercato con forti potenzialità commerciali. Il caso delle paste fresche è al riguardo emblematico. Queste ultime, quasi completamente assenti fino a poco tempo fa dalle tavole spagnole, hanno visto crescere negli ultimi anni il consumo a ritmi molto sostenuti. Nel 2005 le nostre esportazioni del settore sono aumentate, rispetto al 2004, del 18%.
Un canale che potrebbe essere ulteriormente sfruttato con esiti positivi è quello della ristorazione, il cui peso sul totale del consumo alimentare locale è costantemente cresciuto negli ultimi anni.
Va considerato inoltre che, recentemente, il numero dei ristoranti italiani in Spagna è notevolmente aumentato, anche se molti di essi di “italiano” hanno solamente il nome. Indiscutibilmente, tuttavia, questi ristoranti potrebbero rappresentare un potente veicolo di informazione sulle caratteristiche della cucina italiana, anche considerando le abitudini di vita della popolazione locale, che ama molto uscire e frequentare locali pubblici. Interventi sul canale della ristorazione, ma non limitata a quella "italiana", che avessero la finalità di formare adeguatamente i cuochi e di promuovere l’utilizzo di ingredienti genuinamente italiani potrebbero senz’altro produrre ottimi risultati. Occorre considerare che determinati prodotti, una volta conosciuti nei ristoranti dai consumatori, potrebbero essere richiesti anche nei punti vendita al dettaglio, generando così quel minimo di domanda sufficiente a spingere i commercianti al loro acquisto ed introduzione in loco. La ristorazione è, infatti, un tradizionale mezzo per “aprire”, senza eccessivi investimenti pubblicitari, un mercato.

Settore alberghiero
Continua ad intensificarsi l’attività delle grandi catene alberghiere spagnole all’estero. Dopo gli ingenti investimenti realizzati nei principali Paesi europei, tra cui l’Italia, i grandi gruppi nazionali guardano ora con interesse ai nuovi Paesi dell’Europa dell’Est ed a quelli dell’America Latina.
In particolare, proprio nel continente latinoamericano, si concentreranno nei prossimi anni gli investimenti (si parla di circa 300 milioni di euro) di alcuni gruppi spagnoli del settore, “Occidental Hoteles”, “Sehrs” e “OHL”, che hanno annunciato recentemente l’intenzione di realizzare vari progetti in quell’area.
Tale dinamismo potrebbe offrire una nuova opportunità per le varie industrie italiane che producono mobili ed attrezzature varie per alberghi.

Ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica
Una delle carenze più importanti che presenta oggi la società spagnola è quella di un adeguato sviluppo tecnologico. Malgrado siano stati attivati strumenti specifici per incentivare le attività di ricerca e innovazione, il Paese continua ad occupare gli ultimi posti della classifica europea. 
La spesa spagnola in R&S rappresenta ancora la metà della media europea, pur avendo raggiunto l’1,1% con l’obiettivo di raggiungere il 2% nel 2010.
Le politiche in materie di scienza e tecnologia sono state strutturate attraverso i cosiddetti Piani Nazionali di Ricerca Scientifica, Sviluppo e Innovazione Tecnologica (R&S&I). Attualmente è in vigore il “Plan Ingenio 2010 “ con un budget superiore a 8 mld/€ per i prossimi quattro anni. Gli obiettivi fissati sono prioritariamente: migliorare il livello scientifico e tecnologico spagnolo; incrementare le risorse umane in attività di R&S&I sia nel settore pubblico che privato; potenziare il processo di internazionalizzazione della tecnologia e la scienza spagnole, soprattutto nell'ambito europeo; incrementare la competitività delle imprese attraverso l'uso di nuove tecnologie e favorire un'ampia diffusione delle nuove tecnologie nella società.
La Spagna spera di ricevere dalla UE, tra il 2007/2013, circa 2.000 milioni di euro per i programmi di R&S.
Un'analisi dei settori e zone che offrono nuove opportunità di cooperazione nei settori tecnologici evidenzia che l'Andalusia, identificata in passato con agricoltura e turismo, si presenta oggi come una piattaforma per lo sviluppo di settori emergenti come l'energia rinnovabile (solare, eolica, biomasse), l'industria dell'ambiente ed il settore aerospaziale. Quest’ultimo, in particolare, presenta notevoli prospettive di ampliamento a seguito dei contratti acquisiti dalle multinazionali EADS e Airbus per la fornitura dell’aereo militare A-400M e del superaereo europeo A-380, la cui costruzione dovrebbe avvenire nelle quattro fabbriche di Siviglia e Cadice. Data l’attuale situazione dell’apparato industriale della regione, insufficiente a far fronte a contratti di tale portata, si potrebbero creare le condizioni per le piccole-medie imprese italiane del settore di interessanti alleanze con aziende locali. 
Il settore dell'ambiente cresce in questa zona ad una media del 20% annuo, percentuale che potrebbe triplicarsi nei prossimi anni data la necessaria applicazione della nuova direttiva UE in materia (Direttiva del Consiglio n. 96/61/CE -IPPC - Integrated Pollution Prevention and Control) che obbligherà ad una profonda ristrutturazione dell'industria andalusa e alla realizzazione di forti investimenti in progetti e consulting ambientali. Da non dimenticare, inoltre, l'agricoltura biologica che vede nell'Andalusia una delle principali zone produttrici della Spagna.
Un altro esempio significativo è quello delle Isole Canarie, zona particolarmente attiva nel proporsi alle imprese estere come territorio di insediamento di attività produttive. La condizione insulare delle Canarie è bilanciata da numerosi incentivi e vantaggi fiscali ed economici, che possono essere sfruttati dalle imprese interessate a progetti soprattutto di carattere tecnologico. L'obiettivo delle Isole è diversificare la struttura produttiva della zona, sviluppando l'attività industriale e diminuendo la forte dipendenza dal turismo.

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