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I materiali da costruzione in sintesi: prospettiva dell'ICE-Agenzia

L’industria delle costruzioni in Italia rappresenta un agglomerato di filiere che si incrociano per formare un variegato quadro di ricerca, produzione, realizzazione di opere – finite e strumentali- , esportazioni verso mercati prossimi e più distanti, tutto in virtù di una conoscenza , e coscienza, che Made in Italy significa qualità e segno distintivo riconoscibile nel prodotto finito come anche nel percorso di produzione.

Una divisione per macro settori fra i materiali da costruzione individua come main products diversi insiemi.
Innanzitutto i componenti di base (mattoni, cementi, profilati in metallo) e le relative strutture (ponteggi, scale, macchine per la fondazione e casseformi per la costruzione), ai quali si aggiungono i rivestimenti duri in marmo, ceramica e legno (produzioni in cui l’Italia eccelle tanto per produzione quanto per lavorazione delle superfici).

Un vasto microcosmo è composto dai componenti e dagli accessori per le costruzioni e dalle finiture: i sistemi di fissaggio, le condutture e il valvolame per gli impianti, i serramenti, le maniglie e le altre produzioni della lavorazione di metalli e plastica (recinzioni, strutture per esterno, etc), etc; la chimica gioca un ruolo importante in questo senso offrendo dagli isolanti ai collanti, alle vernici, alle schiume per impieghi più disparati.

Ulteriore ambito in cui la produzione italiana registra interesse da parte di mercati stranieri è quello degli infissi, sia per interno che per esterno: il connubio con il design trasforma un componente per le costruzioni in un pezzo d’arredo.

A coronamento della produzione materiale l’industria delle costruzioni ha un punto di eccellenza nella progettazione architettonica guidata dal design Made in Italy: dalle ville ai quartieri residenziali, da edifici pubblici ad hotel e resort, spesso fino ad opere di alta ingegneria.

Le imprese che sono parte di questo universo (molte imprese artigiane di famiglia, cresciute, spesso grazie ai meccanismi innescati dai processi export) sono nella fase finale di un momento di forte crisi determinata dalla stagnazione della domanda interna che ha provocato cali anche forti per certe produzioni più sensibili, attenuati solo in parte dalla domanda proveniente dall’estero.

Nati per costruire, numerosi soggetti imprenditoriali hanno finito per espandere la destinazione d’uso dei loro prodotti –ma anche dei loro servizi d’ingegneria e ricerca- al recupero architettonico e al restauro; la riconversione di molte opere di edilizia (edilizia privata, opere pubbliche, impianti industriali) e il restauro conservativo e post-traumatico (sisma in primis) sono fonte di ricerca continua per far evolvere i materiali esistenti e le tecnologie applicate.

I mercati stranieri non hanno mancato di osservare questo fenomeno e si rivolgono all’Italia guardando alle sue best practice in diversi settori: la produzione di rivestimenti duri (marmi, ceramiche e legno), la chimica per edilizia (Mapei spicca nelle fiere internazionali), i serramenti e le maniglie per le porte, le tecniche di diagnosi e intervento conservativo ( in primo piano in eventi quali il Salone del Restauro di Ferrara) sono alcuni esempi di settori richiamano businessmen nelle principali fiere in Italia e all’estero.
La destinazione geografica delle esportazioni nel settore dell’edilizia rispecchia l’aspetto multiforme della produzione: prodotti diversi per mercati diversi.

Il primo fronte di flussi abbraccia il vicinato mediterraneo (nordafrica e medioriente mediterraneo) e i Paesi di prossimità (area balcanica e centroeuropa): nei primi, lo sviluppo edilizio, guidato dalla crescita del tenore di vita e dall’evoluzione del living style richiama materiali e finiture di qualità e design; nei secondi, mercati più maturi, si registra un assestamento di rivestimenti e componenti per le costruzioni, fra i quali anche i prodotti chimici, soprattutto per il restauro e la conservazione di edifici sia a livello di consolidamento strutturale che di trattamento delle superfici.

Un secondo fronte di esportazioni raggiunge la Russia e i Paesi circostanti, e l’area del Golfo; in questo caso si registrano spesso customizzazioni del prodotto, soprattutto dei rivestimenti per interni, degli infissi, etc, secondo una tradizione di interior fortemente tipicizzata.

Infine i mercati più distanti, prevalentemente nel continente americano, attirano una fascia alta di prodotto che riesce a resistere ai costi della distanza grazie alla forza della domanda: l’edilizia di lusso negli Stati Uniti e in Brasile, principalmente, ma non esclusivamente, prevede l’uso di prodotti italiani sin dalla progettazione, stimolata anche dai continui scambi di know-how e fra progettisti e imprenditori.

L’analisi dei dati export dei settori aggregati sopra descritti evidenzia come il comparto, che aveva fatto registrare nel 2012 esportazioni per circa 4,1 miliardi di euro - con una decisa contrazione dei mercati UE rispetto all’anno precedente, solo parzialmente compensata dalla domanda dei nuovi mercati extra UE a maggiori tassi di crescita - nel primo semestre 2013 abbia segnato un +5,5 , segnale dell’inizio di un trend positivo legato alla ripresa del settore immobiliare sia residenziale che istituzionale, non solo in termini di nuove costruzioni ma anche relativo all’ambito restauro grandi opere e remodeling di abitazioni esistenti.

Le dinamiche di destinazione per macro aree confermano il forte ruolo del mercati europei Ue e non Ue che assorbono il 54 % dell’export italiano (con un +7,5 nel 1° semestre 2013) seguiti da Nord America e Medio Oriente, destinatari rispettivamente del 20% e del 16% delle nostre esportazioni ed entrambi con tassi di crescita tra il 15% ed il 20% rispetto al 2012.

Da segnalare, seppur con numeri ancora limitati, il notevole aumento di domanda dei paesi del nord Africa che conferma l’evoluzione senz’altro positiva dei mercati di vicinato (+ 37% nel 2012 seguiti da un aumento della domanda quasi del 50% nei primi sei mesi del 2013).

Tenendo conto delle indicazioni del mercato in termini di paesi obbiettivo, le forme di promozione di questa vasta industry promosse dall’Agenzia-ICE a favore delle aziende italiane spaziano, adeguandosi alle variabili in gioco, dalla proposta commerciale in occasione di manifestazioni fieristiche internazionali, alle missioni di imprenditori italiani finalizzate ad incontri bilaterali preagendati con operatori locali nei Paesi di maggior opportunità per le imprese italiane.

A beneficio della massima visibilità delle imprese italiane nel loro contesto nazionale, sono frequenti le azioni di incoming da Paesi focus per l’edilizia di architetti e progettisti, di buyers e tecnici in visita alle principali fiere italiane o su business tour pensati ad hoc mirati a valorizzare i distretti produttivi e le realtà territoriali.

Per approfondire: Ufficio Beni di consumo – Il Dirigente: Ines Aronadio
Per ulteriori informazioni: persona di contatto per il settore Edilizia - Giovanni Luca Atena (foto) , e-mail: edilizia@ice.it

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