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Il settore degli Agroalimentari: mercati, promozione e strategie

Focus - Mercati di destinazione
Gli scambi commerciali agroalimentari nazionali con l’estero sono estremamente concentrati, sia sotto il profilo geografico che merceologico. I Paesi che maggiormente contribuiscono ad accrescere il volume del nostro export sono quelli di più vecchia industrializzazione, con i quali esistono consolidati rapporti commerciali, e quelli a medio reddito e più vicini dell’area euro-mediterranea. 

L’Unione Europea continua pertanto ad essere il maggior mercato di sbocco per le aziende del settore. I primi quattro Paesi di destinazione – Germania, Francia, Usa e Regno Unito – assorbono più della metà del nostro export, ma l’aumento delle esportazioni in valore di prodotti agroalimentari è dovuto prevalentemente alla domanda di paesi extra UE che nonostante costituisca solo un terzo del totale, ha registrato nell’ultimo anno un aumento dell’11,1% contro solo il + 2,7% dell’export comunitario. 

Le vendite sui mercati più distanti e meno tradizionali, come il Sud Est asiatico, il Giappone, la Cina e la Russia, sono risultate piuttosto dinamiche e in crescita. Aumenti percentuali degni di nota sono stati registrati su alcuni nuovi mercati emergenti quali gli Emirati Arabi Uniti (+ 17,8), il Messico (+ 36%) e l’Arabia Saudita (+ 26%).

Sono inoltre da seguire con attenzione i cosiddetti Future 22 - Albania, Argentina, Cile, Colombia, Giordania, Kazakistan, Kuwait, Indonesia, Iran, Iraq, Libano, Malaysia , Marocco , Nigeria, Qatar, Serbia, Singapore, Sudafrica ,Taiwan, Thailandia, Ucraina e Venezuela - tutti Paesi medio-grandi per dimensioni che mostrano uno sviluppo particolarmente dinamico con tassi di crescita export potenzialmente interessanti. Infine, è da tenere d’occhio l’evoluzione nell’area del Nord Africa i cui mercati manifestano tendenze molto interessanti con ottimi incrementi di export e in cui le aziende faticano maggiormente ad arrivare da sole.

C’è da dire che, malgrado queste tendenze, facciamo ancora fatica ad agganciare alcuni mercati in Asia Mediorientale e in America Latina, a causa della ridotta dimensione delle nostre imprese e delle carenze esistenti in alcuni servizi (logistica, distribuzione, finanza) essenziali nel promuovere l’internazionalizzazione. A tale riguardo, va sottolineata ad esempio la mancanza di una GDO internazionalizzata per promuovere e incanalare la produzione nazionale sui mercati esteri; un ruolo tanto più importante per un sistema come quello italiano, caratterizzato da una forte polverizzazione del tessuto produttivo.

Attività ICE-Agenzia per il settore

E’ anche nell’ottica di condurre le aziende italiane su questi nuovi mercati che il ruolo dell’ICE-Agenzia diviene centrale: l’intento è infatti quello di consolidare ulteriormente la nostra posizione sui mercati maturi quali UE e Stati Uniti - anche in considerazione dei benefici che potrebbero derivare dal TTIP - e contestualmente quello di puntare alla penetrazione commerciale dei BRICS, ma anche di una lista di paesi leggermente rivista, ovvero i TREC (Turchia, Russia, EAU e Cina) e degli altri citati mercati emergenti.

L’ICE-Agenzia tiene conto di questa nuova geografia dei flussi e segue con particolare attenzione il settore agroalimentare; l’Ufficio Agroalimentare e Vini ha in programma, da ora fino alla fine del 2014, più di settanta iniziative nei diversi mercati mondiali e appuntamenti internazionali, con uno stanziamento pubblico di circa 5 milioni per il biennio 2013-2014 ai quali si stima si aggiungeranno circa 12 milioni di contributo delle aziende che partecipano alle iniziative. 

La nostra attività promozionale è tesa al rafforzamento della reputazione del nostro Made in Italy, specie su quei mercati esteri dove maggiore è lo spazio occupato dalle imitazioni di prodotti italiani - una fetta di mercato che vale ben 60 miliardi di euro - e alla promozione di una strategia di internazionalizzazione dell’agroalimentare nazionale che non si limiti a perseguire obiettivi opportunistici di breve periodo legati alle singole aziende, ma sia orientata a rafforzare tutta la filiera interessata.

L’attività dell’Agenzia-ICE si sviluppa su più fronti spaziando dalla partecipazione alle Collettive italiane alle principali Fiere internazionali ( ANUGA in Germania, SIAL in Canada, in Brasile e in Francia, FOODEX in Giappone, FANCY FOOD negli Stati Uniti, ALIMENTARIA in Spagna, FHC in Cina, Seul Food in Corea del sud, FHA a Singapore etc.), alla realizzazione di Workshop, con incontri di affari fra imprese italiane e buyer locali: solo per citarne alcuni, realizzeremo a breve una serie di Workshop nel Regno Unito, in India, in Russia, a Singapore, in Malesia, in Corea del sud, a Taiwan e in Polonia.

Inoltre, l’Ufficio realizzerà azioni con la GDO estera in Cina, Singapore, Hong Kong Thailandia e in Myanmar. 

Consigli per le imprese:

Il tessuto imprenditoriale italiano è formato da una miriade di piccole, se non piccolissime, e medie imprese, ma la possibilità di competere a livello internazionale non è solo una questione di dimensioni; dipende soprattutto dalla capacità dell’azienda di collocarsi nel segmento distributivo adeguato al proprio prodotto e di trovare in esso un partner commerciale serio e affidabile interessato al reciproco sviluppo. Nello specifico, per quanto riguarda l’agroalimentare nelle realtà più piccole, ma non solo, è spesso racchiusa l’eccellenza.

Il ruolo dell’Agenzia-ICE è proprio quello di supportare le aziende nelle loro scelte commerciali accompagnandole verso il cammino più mirato alle loro esigenze. Infatti, il percorso di internazionalizzazione deve essere adeguato alla dimensione aziendale e alla capacità produttiva, oltre che a seconda di quale sia il Paese di destinazione. Ove possibile, bisognerebbe inoltre superare l’individualismo imprenditoriale e puntare all’agglomerazione; questo perché tanto più un sistema è caratterizzato da unità medio piccole tanto più la costituzione di cluster, network, distretti o altre forme di aggregazione risultano determinanti per essere competitivi.

Il consiglio alle imprese è quello di ricordare che non esistono ricette preconfezionate per esportare, ma che occorre seguire un percorso personalizzato di internazionalizzazione effettuando uno studio accurato e preventivo sul mercato target prescelto, che prenda in esame, tra l’altro, le barriere presenti, i gusti, la tipologia di prodotti similari radicati nelle abitudini dei consumatori, prima di imbarcarsi in avventure commerciali oltre confine, agendo con più umiltà e non dando per scontato che ciò che funziona bene “dentro” funzioni necessariamente anche “fuori”.

Per approfondire: 

Ufficio Agroalimentare e Vini 
Dirigente Roberto Lovato
Valentina Petroli, team agroindustria (foto)

Ufficio Agroalimentari e Vini - e-mail: v.petroli@ice.it - agroindustria@ice.it - agro.alimentari@ice.it

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