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Africa sub-sahariana: prospettive economiche e settore turismo

La Banca Mondiale ha pubblicato due report dedicati all'Africa sub-sahariana: il primo sulle prospettive di crescita dell'area, il secondo sul settore turismo.

Secondo Africa’s Pulse di ottobre, le prospettive di crescita dell’economia Sub-Sahariana sono positive, ma potrebbero essere compromesse da una riduzione del prezzo delle commodities. I progressi della regione nel ridurre la povertà rimangono deboli a causa di un’iniqua redistribuzione della ricchezza.

Secondo gli analisti di World Bank, il prodotto interno lordo dell’Africa Sub-Sahariana crescerà del 4,9% nel 2013, del 5,3% nel 2014 e del 5,5% nel 2015. Lo sviluppo economico sarà sostenuto dal consolidamento della domanda interna e dalla crescente produzione nei settori minerario, agricolo e dei servizi.

Gli investimenti diretti esteri nella regione sono cresciuti negli ultimi anni e nel 2013 dovrebbero aumentare del 24%. Crescono anche gli investimenti domestici grazie alla riduzione dei tassi di interesse e all’inflazione che, nella maggior parte dei Paesi, resta sotto controllo. Gli investimenti privati si sono diretti prevalentemente nel settore delle risorse naturali, in quello dei servizi, nelle telecomunicazioni, nel real estate e nei trasporti.

Molti governi hanno incrementato gli investimenti pubblici nel settore energetico e nelle infrastrutture stradali e portuali (ad esempio, in Etiopia, Ghana, Namibia, Niger, Nigeria, Sudafrica, Tanzania, Uganda e Zambia) nel tentativo di aumentare la propria competitività. Molti grandi progetti infrastrutturali sono stati finanziati da altri Paesi in via di sviluppo, in primis Cina, Brasile e India.

Nel periodo 2002 – 12, le esportazioni totali di beni della regione sono cresciute, in valore, ad un tasso medio annuo del 14%, passando da 100 miliardi di dollari a 400 miliardi. Protagonisti di questo straordinario sviluppo sono stati i settori petrolifero e minerario che hanno potuto contare su un favorevole andamento dei prezzi internazionali delle materie prime e sulla scoperta di nuovi giacimenti.

Lo sforzo di diversificare le esportazioni ha finora prodotto deboli risultati e questo espone la regione a grossi rischi nel caso di una riduzione significativa dei prezzi internazionali. Questa situazione è particolarmente evidente nei Paesi più ricchi di petrolio (in Angola questa risorsa naturale rappresenta il 97% dell’export totale e in Nigeria l’85%), ma interessa anche i Paesi ricchi di risorse agricole (anacardi, caffè, tabacco…).

Debole anche la diversificazione a livello geografico: la maggior parte dei Paesi concentra le proprie vendite all’estero su pochi mercati (la Cina assorbe circa un quarto dell’export complessivo).

Africa Tourism Report 2013

Secondo il report pubblicato da Banca Mondiale, il turismo rappresenta per l’Africa Sub-Sahariana un settore strategico che, nel 2021, potrebbe dare lavoro a 6,7 milioni di persone.

Gli analisti considerano che 33 dei 48 paesi Sub-Sahariani hanno buone possibilità di sviluppare il loro settore turistico tramite opportune politiche di rilancio e di attrazione di investimenti esteri.

Il Report contiene esempi di successo che riguardano, tra gli altri, Capo Verde, Kenya, Mauritius, Namibia, Rwanda, Sudafrica e Tanzania. Questi paesi hanno infatti liberalizzato il trasporto aereo e diversificato l’offerta turistica salvaguardando l’ambiente e creato un contesto favorevole al business e agli investimenti privati che possono ottenere alti tassi di rendimento.

Attualmente solo il 10% delle 390.000 camere d’albergo disponibili nell’area raggiungono gli standard internazionali (e circa il 50% sono concentrate in Sudafrica). I prezzi medi di pernottamento in hotel sono ancora troppo alti (400 dollari per una stanza in Nigeria e 250 dollari in Ghana) contro una media internazionale di 200 dollari.

Nel 2011 erano solo 23 le Hotel corporation attive nell’Africa Sub-Sahariana. Non sorprende quindi che molte grandi catene internazionali stiano sviluppando importanti iniziative per intercettare la crescente domanda proveniente dai turisti stranieri e dalla middle class africana.

Nel 2012, l’Africa ha attratto 33.8 milioni di visitatori (rispetto ai 6.7 milioni del 1990) che hanno generato ricavi pari a 36 miliardi di dollari. Il turismo, che rappresenta il 2,8% del Prodotto interno lordo dell’intera regione, è in grado di:
  • accelerare la crescita economica del continente
  • creare nuova occupazione (in particolare giovanile e femminile)
  • favorire lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto
  • diversificare l’economia oggi troppo dipendente dalle risorse del sottosuolo.

Gli analisti concludono il report identificando le politiche e gli approcci istituzionali che i Paesi Sub Sahariani dovrebbero adottare per rendere la loro industria turistica più competitiva e in grado di attrarre maggiori investimenti dall’estero.

Di fondamentale importanza la realizzazione di campagne di promozione e di marketing per consolidare l’immagine, l’individuazione di incentivi agli investimenti, la destagionalizzazione dell’offerta e la capacità manageriale di gestire questo processo di crescita.

Enrico Forzato

Fonte: NewsLetter NewsMercati

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