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Ucraina: il punto di vista economico commerciale

Alessandro Gerbino
Alessandro Gerbino, Direttore dell'Ufficio dell'ICE Agenzia di Kiev, offre una panoramica sulle opportunità economico-commerciali per le nostre imprese.

L`attualita` delle ultime settimane ha portato al centro dell`attenzione mondiale l`Ucraina, concedendole una visibilita` ben superiore a quella che ordinariamente le viene riservata.
Eppure questo paese di 46 milioni di abitanti, che per estensione geografica e` il piu` vasto d`Europa, dovrebbe essere oggetto di attenzione maggiore e piu` costante, in particolare da parte delle nostre aziende. E cio` in parte per la realta` che ha rappresentato sino ad oggi, ma ancor di piu` per quella che potrebbe rappresentare in un futuro non lontano. 

Oggi l`Italia e` un partner commerciale importante dell`Ucraina, il setttimo in assoluto ed il terzo dell`UE, dopo Germania e Polonia; inoltre il nostro interscambio, soprattutto dal lato del nostro export, ha la caratteristica di essere molto diversificato dal punto di vista merceologico, a conferma della buona complementarieta` tra la nostra capacita` di offerta e la domanda espressa dall'Ucraina. 

Al vertice dei nostri prodotti esportati troviamo le tecnologie della meccanica tradizionale, che anche in questo Paese detengono significative quote di mercato: in particolare al servizio dei settori piu` sviluppati del paese, come l`industria siderurgica e della lavorazione dei metalli, e nell`agricoltura.

Sono robusti anche i flussi di nostri prodotti nell`ambito dei beni di consumo, sia appartenenti al sistema casa (arredamento in primo luogo) che al sistema persona (abbigliamento, calzature e pelletteria, e cosmetica). L`appeal del Made in Italy e` molto forte in Ucraina per queste merceologie, che si avvantaggiano anche di una buona propensione al consumo da parte della clientela locale.

Non mancano i prodotti dell`enogastronomia, ben noti nel Paese, anche per effetto della presenza in Italia di una grande comunita` ucraina, che costituisce un ponte, non solo culturale in questo ambito, tra i due paesi.

Meno diversificate le nostre importazioni dall`Ucraina, che si riferiscono prevalentemente a semilavorati (in metallo / acciaio in particolare, per il 50% del nostro import complessivo), e materie prime agricole, chimiche e minerali. Si tratta quindi di prodotti a scarso valore aggiunto, destinati non al consumo in Italia, ma ad essere reimpiegati in cicli produttivi ed eventualmente riesportati.

L`insieme di questi flussi ha raggiunto la cifra di ca. 4 miliardi di euro nel 2013, con un lieve deficit per l`Italia, ed una contenuta contrazione rispetto all`anno precedente (-0,4%); un dato che non altera il sentiero di recupero dopo il drastico ridimensionamento (-50%) occorso nel 2009 per effetto della crisi finanziaria mondiale.

Il trend e` quindi positivo, ma, ad oggi, risente dello stato di forte sofferenza dell`economia ucraina, che penalizza naturalmente in primo luogo il Paese stesso, ed in secondo luogo i partners esteri, sia nel campo del commercio che in relazione agli investimenti.

In relazione a questi ultimi, l`Italia figura (con ca. 1,2 mld USD, 2.2% del totale) al 10mo posto della graduatoria dei Paesi investitori, con attivita` in prevalenza in ambito finanziario, mentre gli IDE in attivita` industriali sono limitati, e non superano il 15% del totale. 

Lo stato generale della finanza pubblica, l`opacita` spesso rilevata nelle amministrazioni doganali e fiscali, oltre che nel sistema giudiziario, ed altri fattori hanno collocato il Paese nella parte meno nobile delle graduatorie mondiali del `Ease of doing business`, a cominciare da quella autorevole della World Bank; tutto cio` ha ostacolato una felice e proficua coniugazione del tessuto economico locale con l`estero, ed ha condotto l`economia del Paese ad uno stato asfittico, nel quale un ristretto numero di players locali ha di fatto amministrato gran parte delle risorse e dell`economia, spesso a proprio beneficio, e nel complesso a scapito dello sviluppo e della crescita. 

E` cosi` che gli indicatori di sviluppo sociale dipingono un Paese con forti ritardi e grandi necessita`: reddito medio e PIL Pro-capite, spesa a carattere sociale per abitante, numero e qualita` delle opere infrastrutturali, e vari altri indicatori sono tutti fermi a livelli molto inferiori rispetto ai Paesi limitrofi.

Eppure all`Ucraina le risorse non mancano. 
Il capitale umano del Paese, nonostante lo stato critico in cui versa ora l`apparato scolastico e formativo, rimane qualitativamente elevato, forte della tradizione tecnico-scientifica che in molti settori ha sostenuto i primati dell`epoca sovietica. A questo riguardo l`Ucraina si e` rivelata molto recentemente un player emergente e molto competitivo a livello globale nell`industria del software, con start-up capaci di affermarsi rapidamente all`estero. 
L`agricoltura, che gia` oggi pesa per il 10% sul PIL ed 20% sulle esportazioni, e che vede il Paese ai vertici dei produttori mondiali di diversi tipi di cereali, ha margini di crescita ancora molto consistenti, che potranno essere colti quando l`impiego di tecnologie moderne consentiranno alle `terre nere` ucraine, le piu` fertili, di riappropriarsi del titolo di `granaio d`Europa`. Inoltre la prossimita` ed un migliore accesso ai mercati avanzati dell`UE potranno incentivare processi volti ad aumentare il valore aggiunto del prodotto locale.
Il bacino carbo-siderurgico del Donbass e` la sede dell`industria dell`acciao che si colloca al 10 posto a livello mondiale; essa deve pero` rivedere i suoi processi produttivi per sperare di mantenersi in vita, data la sua insostenibilita` energetica, che si combina con un prodotto basso e medio.
Sono consistenti anche le risorse in campo minerario e chimico, oggetto di import strategico dei partner dell`Ucraina (inclusa l`Italia), ai quali tuttavia viene fornito un prodotto a basso valore aggiunto. 
Questi pochi elementi gia` consentono di individuare delle aree di collaborazione, o meglio di rafforzamento della collaborazione, con il nostro Paese, che in molti casi puo` proporsi come uno dei partner piu` competitivi per specializzazione industriale.

I bisogni dell`Ucraina rivelano poi ulteriori ambiti nei quali la collaborazione internazionale potra` svilupparsi, sia nella forma di forniture che di investimenti. 
Al vertice delle priorita` si colloca indubbiamente il settore energetico, dove da tempo l`Ucraina persegue una strategia volta a ridurre la propria dipendenza dall`estero. Concretamente sono 3 le strade che verranno perseguite: l`aumento della produzione nazionale di idrocarburi (convenzionali e non), lo sviluppo di fonti alternative di energia, ed il miglioramento dell`efficenza energetica del Paese. In tutte queste direzioni, sono stati mossi i primi passi, ma solo una consistente iniezione di capitali potra` consentire di acquisire risultati soddisfacenti.
Il settore della sanita` dovra` necessariamente essere oggetto di interventi, per migliorarne l`efficacia e contrastare il progressivo peggioramento della salute dei cittadini. Basti il dato relativo al tasso di mortalita`, non solo superiore ai paesi vicini (Bielorussia, Moldova), ma tra i piu` alti al mondo, per esprimere l`urgenza della situazione. Peraltro il settore chimico-farmaceutico, che a questo si collega, vede l`Ucraina fortemente dipendente dall`estero.
Lo sviluppo del paese e` anche strettamente legato alla sua dotazione di infrastrutture ed allo stato del sistema deitrasporti. Oggi questi sono fonte di inefficenza e rischi (la rete stradale ucraina e` tra le meno sicure in Europa), a danno della competitivita` del Paese. La revisione della normativa sul procurement, gia` in atto, e la definizione di un nuovo schema di riferimento per le PPP (Public Private Partnership), che sia attrattivo per gli investitori, dovrebbero consentire di intraprendere un percorso virtuoso, strumentale allo sviluppo di molti altri settori dell`economia.
Chiudiamo questo elenco, non esaustivo, delle aree in cui l`Ucraina esprime bisogni urgenti, con le utilities pubbliche. La loro situazione di drammatico sottosviluppo ed inefficenza e` frutto di anni di scarsi investimenti e assenza di manutenzione, con evidenti costi per la collettivita`, quantomeno sul piano del livello dei servizi. Anche in questo ambito, come per le infrastutture, e` necessario che l`impianto normativo si adegui per creare le basi dell`intervento di privati.

Oggi l`Ucraina si presenta come un Paese che potrebbe conoscere a breve una nuova primavera. E` quindi tempo per quanti, come noi, ambiscano a ricoprire un ruolo di partner economico e commerciale di primo piano, di venire a `lavorare il terreno e seminare`.
Certamente la situazione politica corrente presenta ancora fattori di incertezza e molteplici possibili scenari verso cui potra` tendere. Allo stesso tempo la firma dell`Accordo di Associazione con l`UE, e la definizione di un piano di sostegno da parte del FMI (14/18 mld USD in due anni), entrambi intervenuti nel mese di marzo 2014, costituiscono segnali importanti in direzione di un prossimo rilancio dell`economia del Paese, orientato ad ovest ed improntato ai suoi meccanismi di mercato. A cio` si aggiunga la concessione da parte dell`UE di tagliare unilateralmente le tariffe doganali per i prodotti ucraini, al fine di sostenerne le esportazioni.

In questa ottica, la nostra attivita` recente e` stata diretta, accanto al consolidamento della nostra presenza nel Paese, alla creazione di una serie di piattaforme di promozione per le nostre aziende. Per ognuno dei settori trainanti del nostro export, esiste ora un appuntamento annuale, di comprovata efficacia, che puo` costituire il trampolino di lancio per l`avvio di relazioni con gli operatori ucraini. Auspicando che i primi segnali di ripresa si consolidino in un processo virtuoso, le nostre aziende potranno avere una indicazione chiara sulla strada da seguire.

Per maggiori informazioni e assistenza:
ICE Agenzia – Ufficio di Kiev
Direttore: Alessandro Gerbino (foto)
E-mail: kiev@ice.it

Fonte: NewsLetter Ice Aprile 2014

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