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Stima richieste macchine utensili dalla Russia

«Abbiamo un parco macchine utensili di 1,3 milioni di unità in Russia, ma oltre il 70% è in uso da più di 15 anni. Gli impianti più moderni hanno in media già cinque anni di vita. E se l'anno scorso il nostro Paese ha acquistato 10mila nuove macchine per un controvalore di 1,3 miliardi di euro, da qui al 2017 prevediamo che la nostra domanda aumenterà di quattro o cinque volte».
Parte dai numeri Georgy Samodurov, presidente di Stankoinstrument (associazione russa dei costruttori di macchine utensili, l'omologa dell'italiana Ucimu), per far capire l'enorme potenzialità che il mercato russo offre ai produttori della penisola, grazie anche al nuovo ordinamento che il governo Putin ha approvato lo scorso aprile per lo svecchiamento dell'industria russa, mettendo in pista cospicui aiuti finanziari.

Non è un caso se la Russia è stata scelta come Paese ospite d'onore di Lamiera 2014, la 17esima edizione del salone biennale organizzato da Ucimu e dedicato alle tecnologie della deformazione, che si è aperto oggi a Bologna. Inaugurato da un convegno dedicato proprio alle opportunità non solo commerciali ma anche di partnership che si aprono per le industrie italiane nel continente euroasiatico. E Samodurov, davanti alla platea di imprenditori delle due nazioni, lancia l'appello a «cogliere l'occasione delle fiere, come Lamiera a Bologna e Metalloobrabotka il prossimo giugno a Mosca, non solo per vendere ma per arrivare a stringere accordi che portino investimenti, produzione e nuove competenze professionali nella federazione. Noi chiediamo sempre più non singoli macchinari ma intere linee attrezzate chiavi in mano e tecnologie innovative che non siamo in grado di fabbricarci in casa».

In questa direzione si muove, per esempio, il centro tecnologico che Ucimu, assieme a Stankoinstrument e all'Ice moscovita, ha inaugurato all'Università di Stankin, attrezzandolo con tecnologie italiane. «La nostra finalità era proprio quella di alzare ulteriormente il livello di collaborazione tecnica tra Russia e Italia nel campo dell'ingegneria meccanica e della lavorazione dei metalli – spiega il presidente di Ucimu, Luigi Galdabini – favorendo quel salto tecnologico indispensabile ai costruttori russi». E non c'è strada più diretta per promuovere nei mercati globali le macchine utensili made in Italy che farle utilizzare direttamente da studenti e tecnici: circa 300 hanno partecipato in un solo anno ai corsi di apprendimento, sui macchinari italiani, organizzati nel nuovo centro hi-tech dell'ateneo di Mosca.

La Russia è il quarto mercato di sbocco per le macchine utensili a deformazione italiane (77 milioni di export 2013 su un totale di 1,3 miliardi, dietro a Usa, Cina e Germania) e i costruttori italiani sono secondi solo ai tedeschi come fornitori specializzati nella terra degli zar. "Posizioni che non sono cambiate nonostante il rallentamento delle nostre vendite nella federazione, un -7,3% lo scorso anno, in virtù dell'estrema flessibilità e personalizzazione dei nostri impianti rispetto alle produzioni tedesche o giapponesi", precisa Galdabini. Alla guida di un sottocomparto delle macchine utensili, quello per la deformazione del metallo, che vale 1,97 miliardi (sui 4,7 dell'universo Ucimu) tra le diverse tecnologie per lavorare lamiere, tubi, carpenteria metallica e stampi e che da oltre trent'anni ha a Bologna la propria vetrina d'eccellenza con Lamiera.

Quest'anno sono 370 le aziende espositrici, un 40% straniere, su 35mila metri quadrati di tre padiglioni nel quartiere Michelino. Numeri di poco inferiori all'edizione precedente, specchio di un settore che ha sofferto nel 2013 (-7,9% la produzione, -7,4% l'export, -8,8% le consegne sul mercato interno) ma che sta tornando a vedere il sereno. «La manifestazione coincide con una netta ripresa della domanda, anche se non dobbiamo illuderci di fronte al +79% degli ordini raccolti sul mercato domestico nel primo trimestre di quest'anno: partiamo da numeri assoluti molto bassi e il recupero era già scritto negli ordini di fine 2013. Ora stiamo lavorando però quasi tutti con un portafoglio ordini pieno per i prossimi sei mesi», conclude il presidente Ucimu, titolare della Galdabini (raddrizzatrici, presse indrauliche) di Varese. E i suoi colleghi imprenditori arrivati in fiera confermano.

Fonte: articolo pubblicato su "Il Sole 24 Ore" di Ilaria Vasentini.

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